[Review] Alter: Ittoki Otoya 1/8 da Uta no Prince-sama Maji Love 1000%

Per inaugurare questo blog non posso proprio esimermi dal dedicare il primo post alla mia prima desiderata, pagata, adorata, sudatissima figure. Quella figure che volevo già alla prima release ma che -per motivi che non sto qui a spiegare- mi sono clamorosamente persa. Bishonen power.

Ittoki Otoya 1/8 by Alter
da Uta no Prince-sama Maji Love 1000%

Otoya Ittoki (一十木 音也, Ittoki Otoya) è uno studente dell’Accademia Saotome, appartenente alla classe A, cantante nel gruppo degli STARISH. Ha capelli e occhi rossi e un abbigliamento casual ma non trasandato. Nonostante sia un ragazzo positivo e sempre allegro e solare ha perso sua madre da piccolo e ha vissuto per molto tempo in orfanotrofio, seppur in maniera felice. Nella prima serie condivide la stanza con Tokiya, altro personaggio uscito in scala 1/8 contemporaneamente ad Otoya.

Uscito per la prima volta nel Luglio del 2013, troppo interessata al cosplay per preoccuparmene ho perso questa meraviglia. Venuta a conoscenza di una re-release a novembre dello stesso anno ho estorto approfittato del mio anniversario di nascita per preordinarlo. Con tre mesi di drammatico ritardo, due perché Alter = LAter e uno per la spedizione, questa meraviglia d’ (h)omo è arrivato a casa e sulla mia scrivania s’é stabilito senza alcuna intenzione di muoversi da là.

Specifiche tecniche

Prodotto da: Alter
Linea: ALTAiR
Scultore: Tomo
Materiali: ABS, PVC
Altezza: scala 1/8 – 22 cm ufficiale; 21,7 base compresa
Prezzo: ufficiale 7800¥, retail 6200¥ (AmiAmi)

Ricordo chiaramente di essere rimasta sconvolta dalle dimensioni del pacco, che oggi -dopo solo qualche mese di collezionismo- mi sembrano perfettamente nella norma. AmiAmi come sempre impacchetta benissimo le proprie spedizioni (solo una volta mi è capitato di ricevere un pacco senza pluriball o carta intorno, ma si trattava di portachiavi in gomma).

Chiedo venia per la qualità delle foto, ma le impostazioni della fotocamera e del macro erano ancora abbastanza lontane da me. Non che ora siano molto più vicine, ma almeno riesco a far vedere bene il viso.
Otoya arriva in una scatola che lo rappresenta al 100%, classica ma colorata di un rosso acceso sia all’esterno che all’interno. In basso a destra e in alto a sinistra sono presenti i marchi dell’azienda. Un’ampia finestra ben realizzata lascia la possibilità di esporre la figure senza uscirla dalla scatola, cosa impossibile con molti altri personaggi.

Un’altra occhiata al box.


Otoya è racchiuso in due blister, protetto da un sottile foglio di plastica. La base, del diametro di 12 cm, è posta sul fondo, mentre sulla destra sono incastrati la testa accessoria e il microfono che andrà nella mano sinistra. Purtroppo la seconda testa è sin dal giorno dell’arrivo rinchiusa nella sua scatola perché un Otoya che winka gaiosamente is way better.


Ed eccolo infine fuori dalla scatola su un palco non proprio scintillante, ma ci si arrangia. Notate le dimensioni dello scatolo rispetto alla figure e la riproduzione fedelissima (frange a parte, ma ne riparlerò più avanti). On to the review.

La particolarità di questa figure sta forse nel fatto che tutto, dalla posa alle pieghe dei vestiti, dia l’impressione non di un movimento cristallizzato nel tempo ma come di qualcosa pronto a cambiare da un momento all’altro, come se Otoya dovesse inprovvisamente muoversi e iniziare a ballare. È la prima e più incredibile impressione che mi ha dato questa figure, e credo nella mia misera esperienza che sia la massima aspirazione per uno scultore riuscire a dare questo tipo di sensazione a chi osserva.

Partiamo dalla base: molto semplice, trasparente e abbastanza morbida. Riporta il simbolo degli Starish così com’era scritto nella prima serie e il nome del personaggio in lettere rosse. Ho notato che tende a sformarsi un po’, nonostante non l’abbia mai tenuta in prossimità di fonti di calore. Inoltre su questa base si accumula molta meno polvere di quanto potessi pensare.

La figure, da incastrare su piccoli pioli trasparenti che sporgono dalla base, è perfettamente stabile su di essa. Se posso consiglio di prendere la gamba con un solo incastro come riferimento, poiché ho notato che basandosi sull’altra la posa risulta meno stabile e più pendente verso dietro.
Gli stivali sono di due tonalità di marrone, simili a quelle del legno di rovere. Uno risulta quasi del tutto coperto dai pantaloni bianchi, che -almeno nel mio caso- sono vagamente rosella, non ho ancora capito se per trasferimento di vernice o perché è così che sono stati realizzati. Nelle foto è pressoché impossibile notarlo ma il rosa c’è. *coff*

Qui sulle pieghe della caviglia a destra si nota vagamente il “difetto” di cui parlavo sopra. No, non è il ripiano violetto. È rosa proprio.
Le frange sul davanti dei pantaloni sono ben realizzate, con sfumature cobalto e una finitura quasi brillante. Le gambe sono scolpite magistralmente, affusolate ma non eccessivamente magre (una piccola tendenza della Alter che non sempre riesce bene). Il bordo della camicia e il foulard allacciato in vita creano piacevoli contrasti di luci e ombre fra la finitura lucida dei pantaloni e l ‘opaco della camicia.

Piccoli difetti che si vedono solo in foto: un vuoto sotto le frange della gamba sinistra.

Il foulard legato in vita è flessibile, morbido al tatto e contribuisce alla sensazione visiva di movimento.

Questa è probabilmente l’unica pecca davvero visibile di questa figure. Nonostante la colorazione sfumata ottima, l’attenzione dedicata alle frange del foulard è pressoché nulla. Non c’è una separazione, una differenza di altezza come avviene per quelle della gambe. Sembra che alla fine della fase di scultura abbiano preferito sistemare questo componente alla meno peggio piuttosto che dedicargli la stessa cura riservata al resto della figure. Alter go home you’re drunk.

Il torso, ovvero la parte strapiena di pieghe che si stra-riempie di polvere. Mi scuso in anticipo perché la mia anima devota ai bishonen sente il bisogno di discostarsi un attimo dall’analisi tecnica e andare sul personale.
Gente, ha dei fianchi bellissimi. Ha una pancia bellissima. Potete prendergli le misure tanto è attillata la camicia e ALTER ILY. La camicia bianca con risvolti azzurri sarebbe un accoppiamento scandaloso, se non si trattasse di una boyband. La cravatta è dello stesso materiale del fiocco del foulard, morbido e opaco.
Niente viene lasciato all’immaginazione, io ve l’ho detto.

Purtroppo grandi scelte comportano grandi responsabilità, e quindi il dérriere di Otoya è ampiamente coperto dalla camicia. e da quelle frange orribili, sigh La giacca, che passa semplicemente dietro il collo e lascia la schiena libera, si conclude all’altezza della vita raccogliendo una quantità non irrisoria di polvere. Also hipssss, ma credo di averne parlato abbastanza.

Una cosa della quale devo necessariamente parlare è la scultura delle braccia. Per qualche strana ragione non ho un primo piano del destro, ma quello sinistro potete ammirarlo qui sopra. Tutto, dalle variazioni di colore della fascia sul gomito alle sfumature per la pelle, è assolutamente perfetto. No, guardate la mano. Il modo in cui i muscoli si gonfiano all’altezza della spalla. La sensazione al tatto è morbidissima, come di pelle vera.

Mano destra e bracciale. Una cosa che faccio a volte è far scivolare il dito sulla mano di Otoya perché la sensazione al tatto, come ho già detto, è meravigliosa. È liscia ma ruvida al tempo stesso. So di non essere d’aiuto spiegandomi così ma davvero, è stato svolto un lavoro egregio con i materiali e la colorazione.

Primo piano con microfono e altra porzione di braccio ben visibile. Osservate la foto mentre io mi ripeto insistentemente che non è la cosa più adorabile del mondo.

Close-up dell’espressione, azzeccatissima e profondamente IC. Gli occhi sono abbastanza piccoli, ma in foto sembrano diventare enormi e conferiscono alla figure quella particolare vivacità che calza perfettamente sul personaggio.

Anche di spalle si presta perfettamente a diversi scatti, magari con uno sfondo più allegro.

Sfumatura dei capelli, che è presente anche sul davanti intorno ai ciuffetti più corti. Apprezzatissima.

Scatto dal basso. La testa e il collo si incastrano con poche difficoltà nel corpo, senza che si noti l’esistenza di due parti separate. Non hanno calcato molto sulle clavicole e questo è un bene, poiché molte compagnie tendono a fare i personaggi maschili fin troppo spigolosi.

Un breve tour laterare e posteriore.

Voto: 9,5/10


Se vi piace UtaPri, compratelo.
Se vi piacciono i bishonen, compratelo.
Se vi piacciono i rossi, compratelo.
Se vi piacciono le figure maschili, compratelo.
COMPRATELO.
Mi dispiace non poter dare i massimi voti a questa figure per il trauma delle frange, ma per tutto il resto vale ogni centesimo speso. Non mi stanco mai di guardarlo e di dirmi “sì, ho fatto proprio bene”. Quando la figure del vostro personaggio preferito vi fa dire questo, siete sicuri di aver fatto la scelta giusta.

Spero che questa review non sia stata eccessivamente pallosa/vi abbia fatto sonnecchiare sulla sedia. Ne arriveranno altre, sia di figure che di prize, nendo e chibi di ogni tipo. È tutto.
Grazie per essere arrivati fin qui, e alla prossima~!

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2 comments

  1. So che è un post non proprio recente e so che se comincio a commentare ogni cosa divento una chiacchierona assurda, ma mi ero persa questo e dopo averlo letto non riesco a stare zitta. (Perdonami ç_ç)
    Premetto che ho conosciuto UtaPri da molto poco, e in vista della nuova serie ho fatto una mega-maratona per mettermi in pari, quindi sono un po’ la kohai della situazione e se sparo cavolate chiedo umilmente perdono (di nuovo). In più, immagino che capirai quando si è nel pieno di quell’euforia provocata dall’aver conosciuto qualcosa di nuovo (e colorato e gay ecc ecc)…
    Che dire, mi sono innamorata di questi ragazzi e questa review mi ha presa male, nel senso che ho emesso versi da fangirl e mi brillavano gli occhi alla tua descrizione (sempre impeccabile e allo stesso tempo “confidenziale”, nel senso che riesci a trasmettere il tuo entusiasmo restando sempre su un livello d’informazione ottimo). Tra le figures di UtaPri che ha fatto la Alter, Otoya è sicuramente nella top 3 di quelle che prenderei al volo se avessi qualche soldino per loro. </3 E dopo aver letto la tua review mi piange ancora di più il cuore. Si possono perdonare le frange malefiche davanti a tale splendore. L'altra testa inclusa mi fa quasi paura tanto che è seria sul personaggio di Otoya, quindi capisco la tua scelta di tenere in eterno il wink. Strano ma vero, mi sono soffermata a notare una cosa che davanti a tutto il resto non si dovrebbe notare: il microfono è bellissimo, o almeno dalle foto sembra proprio fatto bene. (Sto delirando, perdonami ancora) ((Puoi interpretarlo come un debole tentativo di distrarmi dal resto dell'opera)) No, okay, la mia parte etero mi sta facendo cenno verso quelle braccia: sono stupende! Dovendo scegliere, credo siano la mia parte preferita insieme alle mani- soprattutto il primo piano che hai fatto, e la mano tesa (su cui pagherei oro per far passare a mia volta un dito e percepire la sensazione morbido-ruvida di cui hai parlato).
    Mi ritiro da questo commento perché non so più che dire, o perché mi dispiacerebbe continuare a scrivere cose confuse guidate dalla mia fangirl interiore. Comunque grazie mille per questa review, continua con l'ottimo lavoro! ❤

    Liked by 1 persona

    1. Ma no, mi fa piacere, specialmente con le prime recensioni che sono molto più sul lato fangirling che sul mio cercare di mantenermi obiettiva e il più tecnica possibile 😀
      Il punto è che Otoya non solo è uno dei miei personaggi preferiti, ma è stata anche la mia prima statica e quindi sono particolarmente affezionata e innamorata di questa figure. UtaPri è colorato e gay, esattamente come hai scritto tu XD in teoria è un otome/reverse harem, in pratica è solo un gruppo di scemi che fanno gli scemi e sono tanto ma tanto belli.
      In effetti non mi sono soffermata sul microfono, ma posso dirti che è esattamente come appare nelle foto, perfetto come tutti gli altri dettagli (maledette frange, UGH). Al momento posseggo due figures della Alter e una della MegaHouse, e per il momento posso solo dire che la Alter conferisce ai propri materiali una texture completamente diversa. Non so come spiegarlo, ma è come se a ogni parte di PVC dessero una finitura diversa perché la pelle, al tatto, risulti del tutto diversa rispetto all’abito o ai capelli. Possono sembrare piccole accortezze, ma credo facciano davvero la differenza sul piano qualitativo.
      Sulle braccia non mi dilungo perché sono belle e leggermente “pompate”, e ringrazio la Alter per l’intera serie. Un giorno arriverà anche Tokiya, un giorno *clenches fist*
      Ti ringrazio ancora per il tuo commento, e sono felice che la review ti sia piaciuta :3 alla prossima!

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