[Rubrica] Bootleg: perché no?

Vorrei, nella strana avventura che è diventata questo blog, creare dei piccoli momenti di consiglio/scambio di opinioni riguardanti le figures e il business che le circonda. Uno dei più importanti è senza dubbio quello dei temutissimi bootleg.

 

Cos’è un bootleg?

Come già spiegato Come a breve spiegherò anche sul glossario, un bootleg (trad. “clandestino, di contrabbando”) altro non è che merchandise non ufficiale, teoricamente – e su questo torneremo dopo – non prodotto dalla ditta madre e per questo illegale in molti Paesi.

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Originale della Alter a sinistra, bootleg a destra


Pro e contro

A tal proposito, ho chiesto aiuto all’utenza di MFC in questo articolo (interamente in inglese). Quel che ne è emerso dopo un paio d’ore di commenti e botta e risposta non è molto diverso dal sommario che avevo stilato in precedenza.

Un bootleg su internet può costare anche il 90% in meno della sua controparte originale.
Anche le figure più rare sono facilmente acquistabili come bootleg da eBay, venditori in proprio, siti cinesi e così via.
Non bisogna preoccuparsi eccessivamente della cura che va rivolta a tali prodotti.
I venditori di bootleg online, a differenza di molti negozi ufficiali, dichiarano un valore doganale minimo permettendo così ai pacchi di superare senza costi aggiuntivi i controlli di frontiera.

In fiera e nei negozi vi verranno venduti al prezzo effettivo degli originali e il 90% lo avrà guadagnato il venditore disonesto.
I materiali utilizzati sono solitamente di scarsissima qualità. I bootleg puzzano, si sciolgono, si rompono con estrema facilità e hanno imperfezioni e materiale in più.
La colorazione è approssimativa se non addirittura pessima.
Spesso e volentieri il box manca o è molto diverso da quello originale del prodotto.
Tranne in quelli meglio riusciti, vi è una scarsa somiglianza con il personaggio.
In caso di mancanza di alcuni pezzi o di figure danneggiata, la casa di produzione non può inviarvi alcun pezzo di ricambio né rimborsarvi in alcun modo.
Chi è poco avvezzo al collezionismo può inconsapevolmente comprare un bootleg e giudicare la ditta produttrice sulla base di quel che ha fra le mani, ledendo così l’immagine della ditta stessa.
Acquistando bootleg si alimenta il business che c’è dietro.

“Ma costano di meno…!!!”

Lo so. Lo so che costano di meno. Però suvvia, sul serio pensate che non ci sia la truffa dietro?

Solo il primo a destra è autentico.

Solo il primo a destra è autentico.

Quelli mostrati sopra sono soltanto un esempio di come l’industria del bootleg sia capace di passare rapidamente dal fail a una lavorazione pericolosamente simile a quella dell’originale. E quelli fatti bene?

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Vi sono casi in cui, come accade per la bella Miku nella foto in alto, distinguere il falso dall’originale risulta davvero difficile. Attraverso la plastica del box infatti alcuni dettagli rivelatori possono sfuggire a chi non è abituato ad un’ispezione più approfondita. Voglio quindi iniziare con una guida basilare su come riconoscere un bootleg quando ne vedete uno.

È un bootleg se…
Box esterno
 Il primo indizio per riconoscere un falso è il box. Personalmente in fiera una figure venduta senza il suo scatolo mi insospettisce subito, anche se poi si rivela autentica/di seconda mano. Ove presente è raro che il box sia identico. L’unico consiglio pratico che posso darvi è quello di cercare prima di una fiera o di un evento foto e recensioni dell’articolo che vi interessa, salvare qualche foto sul cellulare magari e fare un confronto dal vivo se ve la trovate davanti. Sotto, alcuni esempi di box di falsi (a sinistra) e di prodotti autentici (a destra).

L'assenza del marchio di fabbrica rivela facilmente l'illegalità del prodotto.

L’assenza del marchio di fabbrica rivela facilmente l’illegalità del prodotto.

    Il box di Snow Miku 2015 ha una particolare apertura superiore a forma di fiore.

Il box di Snow Miku 2015 ha una particolare apertura superiore a forma di fiore.

Oltre all'assenza di sigilli e marchi di fabbrica, finestre molto grandi vi permettono di visionare meglio la qualità della figure.

Oltre all’assenza di sigilli e marchi di fabbrica, finestre molto grandi vi permettono di visionare meglio la qualità della figure.

Sinon 1/7 della Kotobukiya, anch'essa sprovvista del sigillo di originalità.

Sinon 1/7 della Kotobukiya, anch’essa sprovvista del sigillo.


 Se cercate in anticipo scoprirete che gli originali di molti bootleg… dan dan daaan, non sono ancora usciti! È il caso ad esempio di Miku nella versione Tell Your World, in uscita a maggio 2015 e della quale esiste già il falso. Come, rimane un mistero.

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Box interno
Secondo opinione comune (non essendo mai incappata personalmente in un falso) la prima cosa che si nota aprendo il box di un bootleg è che puzza. Puzza di sostanze chimiche e l’odore è abbastanza sgradevole, a differenza di quello della plastica comune . Vi basti immaginare la differenza fra l’odore di un astuccio appena comprato e tolto dalla sua busta di plastica, e quello di un pacchetto di elastici per capelli in plastica preso al mercatino. Credo che la differenza sia palese.

Figure
Purtroppo spesso e volentieri chi incappa in un bootleg se ne accorge solo una volta messa la figure sullo scaffale ed esposta in tutta la sua… magnifica bruttezza.

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La povera Madoka a destra sembra quasi chiedere aiuto con la sua espressione vagamente derp.

C’è da dire che non tutte le figure originali sono ben riuscite, e che la differenza fra bootleg e autentico può essere davvero sottile. Senza dubbio alcuno i punti da considerare sono:
– qualità della scultura: se la figure presenta cuciture (quelle linee sopraelevate che trovate in moltissimi giocattoli di plastica nei punti in cui i vari pezzi vengono uniti l’uno con l’altro), materiale in più che non è stato rimosso, capelli poco scolpiti o scolpiti male e in maniera non uniforme, tracce di materiale sui vestiti, sulla pelle, e così via;
– qualità della colorazione: uniformità del colore, presenza/assenza di colore su varie parti della figure, parti molto sfumate che vengono rese con un unico colore (solo per alcuni personaggi/ditte), macchie di colore fuori posto, sbavature molto evidenti, vernice che emana cattivo odore;
– fedeltà al personaggio: espressione, somiglianza nei tratti e nelle pose, credibilità, giuste proporzioni nonostante la scala ridotta;
– qualità della base: se non è dritta, se non permette una buona stabilità del personaggio, se questo non si incastra alla base in maniera soddisfacente.

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Un esempio di quanto scritto sopra. Il Kuroko autentico a sinistra ha una posa dinamica ma credibile, un giusto baricentro, la somiglianza al personaggio è impeccabile. Il suo falso, a destra, è posizionato male sulla base, la posa è strana e l’espressione diversa dalla versione MegaHouse.


Ho (in)consapevolmente comprato un bootleg. Che faccio?
Se vi importa che sia originale: mi dispiace. E dico davvero, perché non è giusto che abbiate pagato una qualunque cifra, anche irrisoria, per un prodotto che si avvicinerà magari all’originale, ma non sarà mai l’originale. A questo punto potete provare a venderlo su eBay e siti simili specificando che è un bootleg, perché spesso molta gente che si occupa di garage kit – apporta modifiche personali su certe figure – preferisce usare i bootleg piuttosto che “rovinare” una figure autentica. Se vi è stata regalata aspettate qualche mese per liberarvene, magari il povero malcapitato di turno non ha idea di quale sia la differenza. In alternativa potete sacrificarla al Monte Fato o alla prima Walpurgisnacht. Siate creativi.
Se NON vi importa che sia originale purché sia del personaggio che vi piace: questo post è nato per aprirvi gli occhi e farvi capire che una spesa in più può rendervi molto più soddisfatti. Sono la prima persona a non navigare nell’oro e a programmare ogni acquisto in funzione anche del minimo centesimo, e se dovessi trovarmi in una situazione in cui non riuscissi più a mettere da parte abbastanza per questo hobby, sono sicurissima che preferirei smettere piuttosto che rivolgermi al mercato del falso. Se poi non ve ne frega più di tanto non saremo io né questo post a farvi cambiare idea, né la puzza che vi capiterà magari di sentire alla prossima figure presa in fiera.

One does not simply...

One does not simply…


Varie ed eventuali

  • Opinione di molti collezionisti è che siano le stesse ditte madri a fornire gli stampi delle figure ai creatori di bootleg. Quasi tutte le fabbriche in cui vengono prodotte quelle originali, infatti, si trovano in Cina. Perché lo pensano? Perché ciò significherebbe che le grandi ditte potrebbero vendere anche i prodotti riusciti male per conto di terzi e guadagnare comunque una percentuale  su prodotti che altrimenti sarebbero di scarto. Questa supposizione tuttavia non può essere confermata, poiché non esistono prove certe del fatto che ciò avvenga o meno. Rimane un dubbio, una lampadina nella mente di molti che si chiedono come faccia un bootleg ad essere identico alla sua figure non ancora uscita.
    Vi sono d’altra parte articoli e testimonianze di lavoratori presso le fabbriche delle varie ditte produttrici che diventano soggetti di minacce e ricatti fuori dal luogo di lavoro, da parte di gente che non riuscendo a trovare gli stampi usati fra il materiale di scarto dell’impianto, decide di rivolgersi direttamente a chi vi lavora all’interno. Se questa non è una buona motivazione per non comprare bootleg…
  • Le fiere. Vi prego, se siete in fiera e vedete qualcuno che conoscete con un bootleg ancora sigillato, avvertitelo. Anche se poi a lui non frega nulla, ma se invece gli importa ditegli di tornare subito dal venditore e cercare di farsi restituire i soldi. Se siete vittime del raggiro, fatevi accompagnare da qualcuno che abbia una connessione Internet e possa mostrare al venditore reticente le foto del prodotto autentico. Sono stanca di vedere ragazze felici con le loro figure di Free! fra le braccia che hanno appena speso 80€ per una porcata. Io da amica vorrei che mi venisse detto, perciò fate un’opera buona e aiutate a combattere questi lestofanti che in una fiera, sinceramente, non dovrebbero nemmeno entrarci.

Siti utili

MyFigureCollection – Lo dirò all’infinito: se avete un dubbio chiedete lì. Dovrete registrarvi per scrivere post e chiedere informazioni, ma ne sarà valsa la pena. Hanno un club apposito che si occupa di scovare i bootleg, e sulla pagina di ogni singola figure è presente l’avviso “Counterfeit“, solitamente con foto, se di quel determinato prodotto esistono delle versioni taroccate.
Itakon – Il forum di Itakon è fornitissimo e non presenta l’ostacolo della lingua inglese. Cercate prima se qualcuno ha posto domande sulla stessa figure, ed eventualmente aprite una nuova discussione. Lo staff e parte dell’utenza sono praticamente veterani e sono certa che sapranno consigliarvi al meglio.
-Negozi ufficiali – Amazon, eBay e vari sono sempre una scommessa. Se volete stare più che tranquilli sull’originalità del prodotto affidatevi ad AmiAmi, Big in Japan, Hobby Search, HobbyLink Japan, Plamoya, CD Japan e ai negozi ufficiali delle case produttrici.

...o rischiate di ritrovarvi con una Miku così (prima e dopo Pasqua e Pasquetta).

…o rischiate di ritrovarvi con una Miku così (prima e dopo Pasqua e Pasquetta).

Vi ringrazio per essere arrivati fin qui. Mi auguro che questo mio sproloquio vi abbia fatto, se non ricredere, almeno riflettere sull’argomento. Spero di poter tornare presto alle review.
Alla prossima~!

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4 comments

  1. Ciao!
    Quando è cominciato il mio interesse per il mondo delle figures non avevo idea che incappare in falsi potesse essere tanto drammatico, ma poi, appassionandomi, ho cercato e letto rubriche simili ovunque. A mio avviso non sono mai abbastanza i consigli e gli articoli al riguardo, quindi ti ringrazio molto per aver deciso di scrivere a tua volta sull’argomento.
    Personalmente concordo su ogni singolo punto, e mi sono ritrovata molto nel tuo modo di parlarne.
    “…sono sicurissima che preferirei smettere piuttosto che rivolgermi al mercato del falso” è la mia stessa politica, e capisco che ad alcuni può non importare più di tanto… ma direi che c’è un limite! Insomma, una cosa è spendere 10€ per qualcosa che risulta abbastanza carino, giusto per metterlo sulla mensola dei manga (ed è una cosa che in passato, da ignorante in materia, avrei fatto io stessa, probabilmente, ma che ora mi fa storcere pesantemente il naso), ma se sai di spendere 80€ per un falso quando puoi prendere qualcosa di originale allo stesso prezzo, non so davvero quale potrebbe essere la motivazione. So che non tutti hanno la possibilità di fare acquisti online a proprio piacimento, ma basterebbe chiedere a qualcuno informato un modo per recuperare ciò che ci interessa in fumetteria, o chiedere di fare l’acquisto al nostro posto, o magari prepararsi come si deve in vista di una fiera, come hai detto tu. E capisco anche che non tutti sono collezionisti, e informarsi sul fenomeno bootleg può sembrare una perdita di tempo, ma in realtà è importante anche se si è interessati ad un singolo articolo di fiera, perché una truffa è una truffa ed in futuro c’è una buona possibilità di pentirsene.
    Il fenomeno dei falsi è ovunque, e forse non sarà una maggioranza di informati a mettergli fine, ma restano le persone da illuminare, quelle che restano fregate spesso senza nemmeno rendersene conto. Rivelare a qualcuno che ha comprato un falso ad un prezzo inaccettabile può essere imbarazzante più per noi che per la persona in questione, soprattutto se è un amico, ma hai ragione a dire che è sempre meglio farlo, e terrò conto di questo consiglio quando mi capiterà.
    Ti ringrazio ancora molto per questa rubrica, e continuerò a tenere d’occhio il tuo blog con interesse. ❤

    Liked by 1 persona

    1. Grazie a te per i commenti, come sempre!
      Mi infastidisce principalmente l’idea che ci sia qualcuno che lucra su questi prodotti senza averli ideati, scolpiti, colorati, qualcuno che guadagna senza aver impiegato nemmeno un decimo del tempo che la ditta ha speso per offrire un prodotto autentico e di qualità, a prescindere poi dal fatto che essa sia ottima o mediocre. Far notare a qualcun altro che ha acquistato un falso probabilmente potrebbe dar fastidio alla persona in questione, ma potrebbe anche farla riflettere e chiedersi se davvero vale la pena spendere tanto per un prodotto sufficiente solo perché può recuperarlo più facilmente alla prima bancarella disponibile, piuttosto che fare un giro online o chiedere (anche nelle fumetterie, come dici tu) per avere qualcosa di indubbiamente migliore per lo stesso prezzo. Nel mio piccolo cercherò di fare qualcosa di utile in questo senso ^^

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